“Il malato che legge”, consigli da booklover per combattere la noia da malessere (stagionale e non)

Raffaele non c’è.
Manca in ufficio da qualche giorno, da quando una brutta tosse si è evoluta nella bronchite che lo costringe ai “domiciliari”. “Un giovane rampante, bello come il sole - ci scrive su Skype - relegato a letto”. È davvero annoiato: colpito dal malanno, questa pausa forzata e non programmata proprio non se la sta godendo.
Un po’ di sollievo che possiamo proporgli? Un tè ed un buon libro.

Sotto le coperte, con l’acciacco che ti invita a prendere una pausa dal tran tran quotidiano, è proprio il momento per dedicarsi alla lettura: rileggere un libro o iniziarne uno è uno dei modi migliori per rilassarsi. Tutto sta nel preparare una tazza di tè fumante e scegliere il libro giusto, secondo l’umore e il “desiderio di scoperta” del periodo. Assecondarli vuol dire non condizionare negativamente il giudizio su una storia che abbiamo già amato o che ci incuriosisce.
 

CONSIGLI DA/PER BOOKLOVER.
Leggere è per molti un piacere. Una coccola intellettuale. Un tempo da ritagliarsi per vivere le vite di altri. Leggere è per molti una pratica intima e personale. Ecco perché ognuno ha il suo “rito” e fa la propria scelta:

- Un libro già letto, evocativo di giorni migliori, dona positività e ottimismo e risolleva la giornata iniziata con gli acciacchi

- I thriller, i fantasy e le narrazioni avvincenti sono scelti da chi vuole essere catapultato in mondi intrisi di avventure, così da estraniarsi dalla camera e dimenticare il motivo che costringe a letto. Impegnarsi nella lettura di saggi e racconti storici, invece, implica un tasso di concentrazione più alto.

- I racconti sarcastici tirano su il morale: non è poi la fine del mondo starsene a casa con appena qualche linea di febbre!

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